Lasciateci l’identità

10635931_10202505340223538_3348054603019859896_nFate le fusioni dei comuni perché, dite, avremo più soldi dalla regione.

E già questo per me è sufficiente per avere dubbi e sospetti. Che una cosa che nasce per i soldi poco ha a che fare con i sogni, la visione, la bellezza (le cose di cui in fondo ci dovremmo sempre occupare noi che facciamo politica).
Fondere le idee, si dovrebbe. Le esperienze che funzionano, anche.
Mettere assieme. Fare rete. Condividere e contaminarsi, reciprocamente.
Anche per spendere meno, eliminare gli sprechi, abbattere tempi e burocrazia.
Ma lasciateci l’identità, che non è il campanile. Lasciateci il nome e il municipio, che non sono la bandierina o la poltrona.

I comuni li avete svuotati, derisi, umiliati. Come fate sempre, con tutto, per poi dire che non funzionano e quindi giustificarne la fusione o, peggio, la soppressione.
E’ la cultura dell’emergenza, in fondo, di cui parla splendidamente il mio amico Massimo Bray. Non fate distinzioni, non vi interessa il merito delle cose. Demolite le istituzioni, dal di dentro. Ne sgretolate credibilità senza accorgervi che vi state segando l’albero a forma di pulpito dalla cui cima ci fate la predica.

Tra poco non ci sarà più nulla da tagliare. E allora dovrete inventarvi un nuovo bersaglio su cui scagliare la vostra retorica del fare.

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( articolo di Marco Boschini )

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